I capolavori da non perdere
Le opere sono elencate nell'ordine del percorso ottimizzato. Ti consigliamo di seguire la sequenza indicata per ridurre gli spostamenti.

1 · 10 min
The Rosetta Stone
Sala 4, piano terra
La Stele di Rosetta rappresenta un punto di partenza di grande rilievo perché un singolo oggetto reca in sé tre sistemi di scrittura – geroglifico, demotico e greco – e perché il suo successivo studio ha trasformato la moderna comprensione dell'antico Egitto. Inoltre, rende impossibile ignorare la storia delle collezioni del Museo: la stele fu ritrovata a Rashid nel 1799, trasferita in Gran Bretagna dopo la resa francese in Egitto, ed è rimasta oggetto di dibattito in merito al patrimonio culturale e alla sua restituzione.

2 · 10 min
Assurbanipal Lion Hunt Reliefs
Sala 10a, piano terra
Questi rilievi trasformano la violenza regale in una narrazione visiva di grande impatto. Realizzati per il Palazzo Nord di Assurbanipal a Ninive, presentano la caccia del re come prova della sua capacità di imporre l'ordine in un mondo pericoloso, mentre la meticolosa attenzione dello scultore agli animali feriti rende la scena difficilmente riducibile a un mero trionfo.

3 · 10 min
Parthenon Sculptures
Sala 18, piano terra
Le sculture del Partenone rendono l'architettura tangibile. Realizzate per un tempio sull'Acropoli di Atene, combinano mito, cerimonia civica e un'attenta osservazione del movimento umano e animale. La loro esposizione a Londra le rende inoltre centrali nei continui dibattiti su collezionismo, tutela e restituzione.

4 · 10 min
Hoa Hakananai’a
Sala 24, piano terra
Scolpita a Rapa Nui tra il 1000 e il 1200, Hoa Hakananai’a è molto più di una monumentale figura umana. Proveniente dal villaggio cerimoniale di Orongo, conserva un profondo significato per il popolo Rapa Nui. La sua presenza a Londra solleva inoltre importanti interrogativi su come oggetti sacri e ancestrali siano entrati a far parte delle collezioni europee.

5 · 10 min
Benin Bronzes
Sala 25, piano terra
I Bronzi del Benin preservano la storia, le cerimonie e l'ordine politico del Regno del Benin attraverso un'eccezionale lavorazione dei metalli. Sono inoltre indissolubilmente legati alla spedizione militare britannica del 1897, quando Benin City fu occupata e migliaia di oggetti reali furono saccheggiati e dispersi. La loro esposizione rende visibili, insieme, la maestria artistica e la violenza coloniale.

6 · 10 min
Double-Headed Serpent
Sala 27, piano terra
Questo serpente a due teste condensa le idee azteche sul potere, la trasformazione e il mondo naturale in uno splendido oggetto cerimoniale. Circa duemila pezzi di turchese trasformano un nucleo di legno intagliato in un rivestimento continuo, dimostrando come materiali preziosi e una lavorazione artigianale specializzata potessero trasformare un'insegna in una presenza sacra.

7 · 10 min
Lewis Chessmen
Sala 40, piano superiore
Gli scacchi di Lewis trasformano un gioco medievale in una corte in miniatura popolata da re, regine ansiose, alfieri, cavalieri e guerrieri con gli scudi in mano. Ritrovati su un'isola scozzese, ma probabilmente scolpiti in Norvegia, rivelano gli stretti legami commerciali e culturali che univano il mondo del Nord Atlantico nel XII secolo.

8 · 10 min
Sutton Hoo Helmet
Sala 41, piano superiore, vetrina 1, sezione A
L'elmo di Sutton Hoo ha trasformato la nostra comprensione dell'Inghilterra anglosassone delle origini. La sua complessa costruzione, i preziosi elementi decorativi e le immagini appartenevano a un mondo elitario connesso in tutta Europa e oltre, ribaltando la vecchia idea che i secoli successivi al dominio romano fossero culturalmente "oscuri" o isolati.

9 · 10 min
Standard of Ur
Sala 56, piano superiore
Lo Stendardo di Ur offre un'immagine insolitamente vivida di gerarchia, guerra, lavoro e banchetti in una città mesopotamica intorno al 2500 a.C. Le sue minuscole figure organizzano un'intera società in registri ordinati, mentre il lapislazzuli importato e la meticolosa lavorazione a mosaico testimoniano la ricchezza di Ur e le sue vaste connessioni.

10 · 10 min
Mummy of Katebet
Sala 62, piano superiore, vetrina 21
La mummia di Katebet conserva l'identità di una donna che fu cantrice di Amon a Karnak più di 3.300 anni fa. L'insieme dei resti umani, corredi funerari con iscrizioni e oggetti rituali, ci permette di riflettere sia sulla vita di un individuo sia sulla preparazione degli Egizi all'aldilà.

11 · 10 min
Portland Vase
Sala 70, piano superiore
Il Vaso di Portland è un capolavoro del vetro cammeo romano e uno dei vasi più influenti dell'antichità. Le sue figure bianche sono state scolpite da uno strato esterno di vetro per risaltare su un corpo di un profondo color cobalto, un'impresa che ha ispirato generazioni di artisti e artigiani, mentre le sue enigmatiche scene continuano a resistere a un'unica interpretazione.

12 · 10 min
Samurai Armour
Sala 93, piano superiore, vetrina 10
Questo completo coordinato, realizzato per la potente famiglia Mori, dimostra che l'armatura dei samurai non era mai solo un equipaggiamento protettivo. Nella relativa pace del periodo Edo, lacca, tessuti, metalli ed emblemi araldici proiettavano lignaggio, autorità e prontezza, trasformando il corpo corazzato in un'identità pubblica attentamente costruita.
2 HOURS · 10 LANGUAGES · OFFLINE
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